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SVILUPPO DEI VALORI SOCIALI, CULTURALI E ARTISTICI

Il Premio è stato ideato come supporto al malessere sociale e artistico che si è venuto ad incrementare con la crisi.

Nel 2010 l’IBM ha reso noto uno studio che coinvolgeva millecinquecento Amministratori Delegati delle aziende più importanti a livello mondiale, da questo studio realizzato in un anno, è scaturito il dato che la competenza numero uno di leadership per fronteggiare la crisi è costituita dalla creatività, dunque dal trovare soluzioni che nascono non da regole prefissate ma dall’elasticità mentale. Parallelamente sta anche prendendo più piede il concetto di resilienza, intesa come la capacità dell'uomo di affrontare la crisi, di superarla attraverso lo sviluppo della propria elasticità e duttilità davanti alle avversità. Per accrescere questa “duttilità”, fonte primaria è la creatività e la messa in atto dell’arte, sia come fruizione che soprattutto come realizzazione. Premio Art, oltre a promuovere il talento degli artisti, crea e incentiva un’alternativa concreta alla crisi sviluppando condivisione, valori, potenzialità e realizzando un vero e proprio cuscinetto sociale. Un Premio totalmente dedicato all’Arte e al sociale con il ruolo di essere anche una ricerca sociologica condotta dalla sociologa e critico d’arte Pamela Cento, ideatrice del Premio Art, in cui si mostra per esempio che, malgrado la crisi, per l’artista il riscontro economico è decisamente meno importante rispetto al sogno di diventare un artista consacrato nel futuro, mentre la visione classica della personalità dell’artista come solitario, instabile di umore, dai dati lascia il posto all’artista socievole e spontaneo. Questi sono solo alcune speculazioni che emergono dallo studio che si sta conducendo tramite il Premio Art e che costituisce una interessante banca dati delle speranze, delle ambizioni e delle frustrazioni delle persone.